Ciao e benvenuto sul blog di Edoria Vision, il nuovo punto di riferimento per la salute dei tuoi occhi a Torino! Oggi parliamo di una condizione molto comune, specialmente con l’avanzare dell’età: la cataratta.
Hai mai notato un cambiamento nella tua vista, come una sorta di appannamento?
O che tuo nonno fatica a guidare di notte perché le luci sembrano avere degli aloni attorno?
O che tua madre ti dice che i colori sono “più spenti” rispetto a una volta?
Allora questo articolo fa per te.
Ma niente paura: la cataratta è risolvibile!
Ma cos’è esattamente la cataratta?
Immagina il cristallino, la lente naturale che abbiamo all’interno dei nostri occhi, come il vetro di una finestra. Con il tempo, questo “vetro” può diventare opaco e annebbiato.
Questa opacizzazione è la cataratta. Ciò rende più difficile che la luce raggiunga la retina, struttura anatomica posta dietro al cristallino dove sono presenti le cellule visive, i coni e i bastoncelli, causando una visione sfocata o offuscata, un po’ come guardare attraverso una finestra sporca o appannata.
Perchè viene la cataratta?
Nella maggior parte dei casi si tratta di un processo graduale, spesso legato all’invecchiamento, ma può avere anche altre cause, come traumi oculari, uso di farmaci (cortisonici in primis), malattie sistemiche (come il diabete) e fattori congeniti (come infezioni in gravidanza o malattie genetiche).
I campanelli d’allarme: come riconoscere i sintomi della cataratta
I sintomi della cataratta possono variare, ma ecco i più comuni a cui prestare attenzione:
- Visione doppia (in un occhio solo). Chiudendo un occhio con la mano, l’altro vede sdoppiato.
- Vista annebbiata o sfocata: la sensazione di vedere attraverso un velo.
- Colori sbiaditi: i colori appaiono meno vivaci, quasi ingialliti.
- Difficoltà nella visione notturna: guidare di notte diventa più complicato.
- Abbagliamento e aloni: fastidio alla luce intensa (sole, fari) e percezione di aloni luminosi.
- Necessità di cambi frequenti degli occhiali: la prescrizione sembra non essere mai quella giusta.

Diagnosi: cosa succede durante la visita?
Durante una visita oculistica, con il semplice esame della lampada a fessura, possiamo osservare direttamente l’opacizzazione del cristallino. Altri test possono misurare la capacità visiva e preparare l’occhio per un eventuale intervento chirurgico.
Se la cataratta è molto avanzata si può anche percepirla ad occhio nudo, infatti la pupilla non sarà più nera ma di un colorito biancastro.
Come si cura? Solo chirurgicamente
Ad oggi non esistono colliri o terapie mediche efficaci per far “regredire” la cataratta. L’unica soluzione definitiva è l’intervento chirurgico. La buona notizia è che si tratta di un intervento chirurgico sicuro e rapido.
“Ma dura solo cinque minuti!”
“La mia vicina è tornata a vederci subito benissimo!”
Sono alcune delle tante frasi che sentiamo spesso sull’intervento di cataratta, e in parte è vero: i progressi tecnologici hanno reso l’intervento rapido e con tempi di recupero sorprendenti.
Ma attenzione a non banalizzare! Si tratta pur sempre di un intervento chirurgico vero e proprio, in cui strumenti di precisione vengono introdotti dentro l’occhio, un organo delicatissimo.
Proprio per questo è importante affidarsi a mani esperte e non dare nulla per scontato. Le complicanze sono rare, ma esistono, e il rispetto del percorso pre e post-operatorio è fondamentale per un risultato ottimale.

Il giorno dell’intervento
Fase pre operatoria
La fase pre-operatoria del trattamento della cataratta è fondamentale per garantire sia il successo dell’intervento chirurgico, sia la soddisfazione post-operatoria del paziente.
Durante questa fase, il nostro oculista effettuerà una visita approfondita con una serie di esami specifici atti a valutare la salute dell’occhio e scegliere la lente intraoculare più adatta alle specifiche esigenze visive.
Inoltre, riceverai indicazioni chiare su come prepararti, come sospendere eventuali farmaci (se necessario), utilizzare specifici colliri pre-operatori e come organizzarti per il giorno dell’intervento.
Seguendo queste istruzioni, sarà possibile affrontare l’intervento in sicurezza e con la massima consapevolezza.
L’intervento
L’operazione si divide in più fasi:
- Anestesia locale: L’intervento inizia con l’applicazione di un disinfettante sulla cute perioculare e sulla superficie oculare. Successivamente si instilla un collirio anestetico sulla superficie oculare o si inietta un anestetico peribulbare per garantire il massimo comfort del paziente durante la procedura.
- Incisione e accesso al cristallino: Viene effettuata una piccola incisione sulla superficie dell’occhio (cornea) per accedere al cristallino opacizzato.
- Frammentazione e rimozione del cristallino: tramite l’utilizzo di ultrasuoni (tecnica di facoemulsificazione), il cristallino opacizzato viene frammentato e aspirato delicatamente. Si lascia in sede la sottile membrana che avvolge il cristallino, il sacco capsulare.
- Impianto della lente intraoculare: Una lente artificiale trasparente, scelta in base alle esigenze visive del paziente, attraverso le piccole incisioni corneali, viene inserita al posto del cristallino rimosso all’interno del sacco capsulare.
- Conclusione dell’intervento: si chiude l’incisione corneale attraverso un idrosutura, una tecnica che non necessita di punti di sutura.
L’intervento, della durata di circa 15-20 minuti, termina con l’applicazione di un collirio medicante. L’intervento viene eseguito inizialmente su un occhio e, dopo alcune settimane, si procede con l’altro. Questo approccio permette un recupero ottimale e una gestione graduale del percorso chirurgico, garantendo la massima sicurezza per il paziente.
‘‘Ma vedrò gli strumenti chirurgici durante l’intervento’’?
Questa è una delle domande più frequenti che ci fanno i pazienti prima dell’operazione.
La risposta è no: durante l’intervento non si vedono. L’occhio è illuminato da una luce molto intensa proveniente dal microscopio operatorio, che crea un bagliore uniforme, quasi accecante, che impedisce di percepire forme o oggetti. Al massimo, alcuni riferiscono di vedere dei colori sfumati o dei movimenti leggeri, ma niente che possa spaventare o creare disagio
Le lenti intraoculari (IOL)
Esistono diverse tipologie di lenti, progettate per rispondere alle esigenze visive di ogni paziente. Eccone una panoramica:
- Lenti Monofocali
Correggono la vista per una sola distanza: per lontano o per vicino.
Ad esempio, se viene corretta la visione per lontano, sarà comunque necessario utilizzare gli occhiali per la visione intermedia e per quella da vicino.
- Lenti Multifocali
Permettono di vedere chiaramente a diverse distanze: lontano, intermedio e vicino. Ideali per ridurre o eliminare la dipendenza dagli occhiali.
- Lenti EDOF (a profondità di fuoco estesa)
Offrono una visione nitida per lontano e per la distanza intermedia. Per leggere i piccoli caratteri, invece, potrebbe essere necessario l’utilizzo di occhiali. Rispetto alle lenti multifocali, le EDOF riducono gli effetti collaterali come l’abbagliamento o gli aloni notturni intorno alle fonti luminose.
- Lenti Toriche
Correggono l’astigmatismo, migliorando la qualità della visione per chi ha questo difetto visivo. Possono essere combinate con altre tipologie di IOL (multifocali o EDOF).

Come scegliere la IOL giusta?
Una delle decisioni più importanti riguarda la scelta della lente artificiale (IOL) che andrà a sostituire il cristallino opaco.
“Qual è la lente migliore?”
“Vale la pena scegliere una lente multifocale?”
La verità è che non esiste una lente “migliore” per tutti. Ogni occhio è diverso, e ogni persona ha esigenze visive specifiche.
Per alcuni, una lente monofocale (che corregge solo la visione da lontano) è la scelta perfetta, soprattutto se non si ha fastidio a usare occhiali da lettura.
Altri, più attivi e desiderosi di indipendenza dagli occhiali, possono valutare le multifocali o le lenti premium, che offrono una buona visione a più distanze.
Infine chi ha astigmatismo può trarre grande beneficio da lenti toriche, appositamente progettate per correggerlo.
Qual è il punto chiave?
Discuterne in modo approfondito con l’oculista. Solo così si può fare una scelta personalizzata, consapevole e senza illusioni. La tecnologia è avanzatissima, ma deve essere cucita su misura per te per evitare scontenti post operatori prevedibili.
‘‘Si percepisce la IOL artificiale dentro l’occhio?’’
No, non si percepisce. Una volta inserita, la lente intraoculare è completamente invisibile e insensibile.
- La lente è fatta in materiale biocompatibile, che non viene riconosciuto come “corpo estraneo” dal nostro organismo.
- Viene posizionata in una zona dell’occhio che non ha terminazioni nervose sensibili al tatto.
- La forma e la flessibilità della lente sono studiate per adattarsi perfettamente all’anatomia interna dell’occhio, senza dare fastidio.
Fase post-operatoria
Dopo l’intervento di cataratta, è normale riscontrare un lieve fastidio oculare e una visione offuscata per le prime giornate post-operatorie. La maggior parte dei pazienti nota un miglioramento significativo della vista già dopo 48 ore, con un recupero completo che si stabilizza entro poche settimane.
Il nostro oculista ti consegnerà una guida con le precauzioni da prendere nel periodo post-operatorio.
Grazie ai controlli programmati nel percorso post-operatorio, eventuali complicazioni, seppur rare, saranno gestite tempestivamente. Saremo al tuo fianco in ogni fase del recupero, garantendoti un supporto continuo e personalizzato.
‘‘Ho paura di sottopormi all’intervento e aspetto che la vista cali ancora, tanto ci vedo ancora’’
È una frase che sentiamo spesso. Ed è comprensibile: l’idea di un intervento all’occhio fa paura. Ma molte persone non si rendono conto di quanto la loro vista sia già calata, proprio perché il peggioramento è lento e graduale.
Ecco perché:
- L’occhio si adatta. Quando la vista peggiora lentamente, il cervello si abitua e non ci si accorge del cambiamento.
- L’altro occhio “copre” il deficit. Se uno dei due occhi vede ancora bene, è facile non accorgersi che l’altro sta peggiorando.Fai una prova: copri un occhio alla volta e confronta la visione… potresti scoprire delle differenze sorprendenti!
- Si tende a compensare con abitudini: più luce per leggere, caratteri ingranditi, o evitare la guida notturna.
- La paura del cambiamento blocca: si rimanda l’intervento finché proprio non se ne può più.
Ti sembrerà strano ma è dimostrato scientificamente che intervenire prima che la cataratta diventi troppo avanzata permette un’operazione più sicura e garantisce un recupero visivo ottimale, migliorando la qualità della vita a lungo termine. Ti spieghiamo i motivi:
- Prevenzione di complicazioni: primo motivo FONDAMENTALE. Con l’avanzare della cataratta, il cristallino diventa più duro e più difficile da rimuovere, aumentando il rischio di complicanze durante l’intervento stesso o problemi nel recupero post-operatorio.
- Protezione oculare: una cataratta avanzata può rendere difficile il monitoraggio e la diagnosi di altre patologie oculari, come il glaucoma o le maculopatie, ritardando trattamenti fondamentali.
- Ripristino della vista: eliminando l’opacità del cristallino, viene restituita una visione nitida che migliora la capacità di svolgere le attività quotidiane come leggere, guidare o riconoscere volti.
- Rimozione degli occhiali: l’impianto di lenti intraoculari durante l’intervento può ridurre o eliminare la necessità di indossare occhiali, correggendo difetti visivi preesistenti come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
- Riduzione del rischio di cadute: la perdita progressiva della vista aumenta il rischio di incidenti e cadute, specialmente negli anziani. Operare tempestivamente aiuta a prevenire questi problemi.
- Benessere psicologico: la visione offuscata può causare isolamento sociale e disagio psicologico. Il recupero della vista contribuisce a migliorare l’umore e la fiducia in sé stessi.
Si può tuttavia prevenire la cataratta? I nostri consigli utili.
Anche se l’invecchiamento è il fattore principale, alcuni accorgimenti possono aiutare a rallentarne la comparsa:
- Proteggi gli occhi dal sole: indossa occhiali da sole con protezione UV certificata.
- Proteggi gli occhi da traumi: utilizzare occhiali protettivi durante attività rischiose può prevenire traumi oculari che potrebbero favorire lo sviluppo di cataratta.
- Smetti di fumare: il fumo aumenta significativamente il rischio.
- Alimentazione sana: una dieta ricca di frutta e verdura (antiossidanti, Vitamine C ed E, carotenoidi e omega 3) fa bene agli occhi.
- Controlla altre patologie: diabete e ipertensione possono influire sulla salute oculare.
- Attenzione al cortisone: favorisce lo sviluppo di cataratta
- Visite oculistiche regolari: fondamentali per monitorare la salute dei tuoi occhi e diagnosticare precocemente la cataratta.
I nostri consigli pratici prima e dopo l’intervento di cataratta
Prima dell’intervento
- Porta con te tutti gli esami richiesti e/o precedenti e gli occhiali che usi abitualmente.
- Se prendi anticoagulanti o farmaci cronici, informane il chirurgo con anticipo per eventuali aggiustamenti.
- Instilla i colliri pre-operatori, se prescritti nei giorni precedenti dal tuo oculista.
- Fai tutte le domande che ritieni opportuno al tuo oculista, nessuna domanda è “inopportuna” e farle riduce l’ansia e migliora l’aderenza alle cure. (vedere paragrafo sottostante ‘Chiedi all’oculista’)
Organizzati per il giorno dell’intervento
- Presentati a digiuno se richiesto (in caso di sedazione o anestesia locale con sedazione).
- Evita creme, make-up, profumi o dopobarba: possono interferire con l’asepsi (disinfezione della zona perioculare).
- Porta con te occhiali da sole: la luce ti sembrerà molto forte dopo l’intervento.
- Vieni accompagnato: non potrai guidare e potresti essere leggermente stordito se sottoposto a sedazione.
Dopo l’intervento
- Usa i colliri prescritti con precisione e costanza senza toccare l’occhio con il beccuccio del collirio. Lavati SEMPRE le mani prima di utilizzarli.
- Non strofinare l’occhio e proteggilo da polvere, acqua o urti per 7 giorni.
- Dormi con la conchiglia protettiva per i primi giorni, soprattutto se dormi su quel lato o con bambini o soffri di sonnambulismo per evitare urti oculare
- Non truccarti l’occhio operato per 7 giorni
- Evita di piegarti troppo o sollevare pesi per 7 giorni.
- Evita bagni in piscina, mare, sauna e bagno turco per almeno 15 giorni.
- Puoi guardare la TV e leggere già dal giorno dopo, se ti senti a tuo agio.
- Torna ai controlli anche se ti sembra di vedere bene: sono fondamentali!
- Non fare confronti con il tuo vicino di casa o amico operato di cataratta: alcuni vedono bene già il giorno dopo, altri impiegano alcune settimane per stabilizzare la vista.
- Valuta nuovi occhiali solo quando l’occhio è stabilizzato. Spesso è necessario attendere 3-4 settimane prima di rifare l’occhiale definitivo dopo l’intervento di cataratta. In caso di impianto di lente multifocale, potresti non averne bisogno!
Ricorda: l’intervento è una “maratona a tappe”, non uno sprint. Il risultato si stabilizza in qualche settimana, ma ogni giorno noterai piccoli miglioramenti!

Chiedi all’oculista
(Porta con te queste domande se devi essere operato di cataratta!)
- La mia cataratta è davvero matura da operare?
- Quali opzioni di lenti intraoculari sono adatte al mio caso?
- Ci sono controindicazioni per me? (es. patologie oculari o sistemiche preesistenti)
- Che tipo di anestesia useremo? Sentirò dolore?
- Quanto durerà il recupero visivo nel mio caso?
- Dovrò mettere occhiali dopo l’intervento? Per cosa?
- Ci sono rischi o complicanze specifiche a cui devo prestare attenzione?
- Quando potrò tornare a guidare, leggere, lavorare?
- Quali precauzioni dovrò seguire nei giorni successivi?
- Se ho l’intervento in un occhio solo… quando si valuta il secondo?
Un buon Oculista ascolta, spiega e personalizza: non esistono risposte uguali per tutti!
Lo sapevi che…?
… l’intervento di cataratta dura in media meno di 15 minuti e nella maggior parte dei casi non richiede punti di sutura?
… alcune lenti intraoculari di ultima generazione riescono a correggere anche l’astigmatismo, permettendo una visione nitida senza occhiali?
… la cataratta può comparire anche nei bambini e nei neonati, ed è fondamentale diagnosticarla precocemente per non compromettere lo sviluppo visivo?
… alcune forme di cataratta possono essere accelerate dall’esposizione eccessiva ai raggi UV senza protezione adeguata?
… molte persone non si accorgono di avere una cataratta in atto, perché la perdita della vista è lenta e progressiva?
… l’intervento di cataratta moderno utilizza la stessa tecnologia alla base delle microchirurgie più avanzate al mondo?
… dopo l’intervento, molte persone tornano a vedere i colori con più vividezza, come se il mondo fosse stato “ripulito”?
… alcune persone scoprono la propria cataratta perché faticano a riconoscere i volti da lontano o vedono una “nebbia” costante?
… in passato si aspettava che la cataratta fosse “matura” per operarla, mentre oggi si interviene molto prima, migliorando i risultati e la qualità della vita?
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